EVOLUZIONE LEGISLATIVA E QUADRO ISTITUZIONALE

Con legge n. 1643 del 06/12/1962, in Italia fu nazionalizzato il settore dell’energia dalla produzione alla distribuzione in Italia e fu costituito l’ENEL Ente di Stato.
Quale utile strumento, periferico e complementare al sistema energetico nazionale, furono salvaguardate le “imprese elettriche minori” tra cui la SNIE, come previsto dall’art. 1 e all’art. 4 n. 8 della stessa legge n. 1643 del 06/12/1962, benché con il tassativo limite di distribuzione e vendita di energia elettrica alla propria utenza finale connessa pari a soli 15 milioni di kWh annui, limite oltre il quale era prevista la nazionalizzazione. 
Grazie alla legge n. 308 del 29/08/1982, tale limite di distribuzione e vendita fu elevato, per la prima volta, fino a 40 milioni di kWh annui, anche se con il vincolo tassativo che la maggior distribuzione e vendita fosse avvenuta esclusivamente mediante approvvigionamento di energia prodotta da fonti diverse dagli idrocarburi, le cosiddette ‘fonti rinnovabili’. 
Solo con la legge n. 9 del 09/01/1991, è stato concesso alla SNIE di operare liberamente nei comuni che già serviva all’entrata in vigore della stessa legge, così come previsto all’art. 7, comma 1, e di fatto di poter sviluppare liberamente la propria rete di distribuzione al servizio dei propri clienti connessi.
Da ultimo, con l’entrata in vigore del Decreto BERSANI, nel marzo del 1999, la SNIE ha finalmente la concreta possibilità di sviluppare in maniera consistente e definitiva il proprio bacino di utenza, a mezzo delle possibili retrocessioni della rete da parte dell’ENEL Distribuzione in tutta l’Area Nolana (ovvero nei comuni limitrofi). La SNIE SpA, oltre a continuare liberamente l’attività di distribuzione nei comuni già serviti ai sensi della legge n. 9 del 09/01/1991, ha ottenuto la concessione per l’esclusivo servizio di distribuzione di energia elettrica per i comuni di Nola e Casamarciano (giusto D.M. del 02.08.2002). Al momento la SNIE persegue la trattativa con ENEL Distribuzione, per l’acquisto delle reti nei  comuni serviti ancora in promiscuità.